Alberoni

esplorazione 2005

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Le classi 1E e 1C (anno scolastico 2004/2005) esplorano l'ambiente degli Alberoni il 26 aprile 2005 guidati dal naturalista Fabio Cavolo. Questo è un resoconto fotografico commentato con una sintesi delle informazioni raccolte e con elaborazioni precedenti e successive all'uscita.

L'argine di Zendrini

Nei pressi dell'abitato, a 300 metri dalla spiaggia, si può vedere un tratto dei murazzi costruiti nel '700 da Bernardino Zendrini. E' una piccola parte di un'ultima imponente opera, lunga complessivamente 20 chilometri, lasciata dalla Serenissima.

Bernardino Zendrini (che veniva dalla Valcamonica, provincia di Brescia) costruì il muraglione con una tecnica innovativa: utilizzò pietre d'Istria e pozzolana, un cemento che indurisce anche sott'acqua. La famiglia Zendrini aveva rapporti commerciali con Venezia, poiché dalla Valcamonica venivano i legnami impiegati largamente in laguna. Bernardo poi potè unire a questa tradizione ed esperienza familiare i suoi studi, che spaziavano dalla matematica, alle scienze, alla medicina.

Il retroduna

Si tratta di un ambiente tutelato poiché è unico nel suo genere ed è simile a quello delle steppe asiatiche per quanto riguarda la flora. Vi si trovano vari tipi di silene: caratteristica è Silene colorata. Vi è poi la Coda di lepre (Lagurus ovatus) o Piumino, una graminacea dalla spiga molto soffice. L'erba medica marina (Medicago marina) una leguminosa che dimostra qui di avere sviluppato capacità di adattamento all'ambiente arido, poiché si è ricoperta di lanugine argentea, che riflette i raggi solari e le foglie sono ripiegate per non perdere acqua. Sono inoltre presenti alcune specie parenti del frumento, come il Grano villoso (Dasypirum villosum), l'Orzo selvatico o Orzo dei muri (Hordeum murinum), provenienti dalle steppe asiatiche; il Rovo (Rubus) su cui nidificano parecchi uccelli; l'Apocino veneto (Trachomitum venetum) che si riproduce attraverso rizomi sotterranei, ossia fusti che crescono sotto la terra e solo in primavera spuntano sul terreno con fiori.


Silene colorata


Apocino veneto
(in giugno)


Erba medica marina

Grano villoso


Coda di lepre

Orzo dei muri


Rovo

Dalla sabbia nuda alle prime dune

La duna embrionale si forma dai detriti del mare. La sabbia, trasportata dal vento, si ferma su questi detriti e comincia ad accumularsi. Col passare del tempo la sabbia forma una vera e propria duna e su questa la prima pianta a stabilirsi è la Gramigna delle spiagge (Agropyron junceum) una graminacea perenne e molto resistente ai terreni salati. In un ambiente così ostile sopravvivono anche altri organismi vegetali con particolari adattamenti all'habitat sabbioso come Ammophila littoralis, il cui nome significa "amante della sabbia", la principale specie che consolida le dune litoranee. Essa riesce ad attecchire solo sulla cima delle dune già formate dove, grazie alla pioggia, trova una sabbia con una minor quantità di sale.

Sempre in questa zona si trova il Ravastrello marittimo (Cakile maritima), una crucifera dalle foglie succulente e la Soldanella di mare (Calystegia soldanella). Il primo si adatta all'ambiente arido immagazzinando acqua nelle foglie, la seconda grazie ad un sistema radicale molto sviluppato.


Agropyrum junceum


Ammophila
littoralis

Cakile maritima
Calystegia
soldanella
(in giugno)


Panorama delle dune
e della diga

Verso la pineta

Si tratta di una zona recintata di circa 30 ettari, realizzata nel dopoguerra e gestita dai Servizi Forestali Regionali. Provenendo dalla spiaggia vi si accede per un passaggio posto sulla sommità di una duna alta ben 12 metri.

Il territorio qui si presenta ondulato, formato da dune consolidate e ricoperte da vegetazione. In realtà questa zona dovrebbe essere uguale all'ambiente di retroduna, ma negli anni Cinquanta sono stati piantati dei pini che hanno creato un bosco artificiale.
Gli alberi sono tutti della stessa età e vi sono due tipi di pini non spontanei:
- Pino domestico o da pinoli (Pinus pinea) a forma di ombrello,
- Pino marittimo (Pinus pinaster) di forma più allungata.
Poiché non sono adatti a questo ambiente e a questo clima, si ammalano soprattutto a causa dell'acqua salata e dei funghi.

I pini tolgono risorse al terreno per altre piante, lo coprono con aghi difficilmente degradabili, impediscono ad altre piante autoctone di crescere, sottraendo luce e acidificando il terreno. Nella pineta riescono ad attecchire solo rovi ed edere.
Si può notare che dove i pini crescono fitti ci sono meno piante, là dove si diradano, crescono piante spontanee grazie alla luce.

Se quest'ambiente fosse lasciato evolvere naturalmente, diventerebbe un bosco termofilo planiziale, un "bosco di pianura che ama il calore". Fra i principali alberi spontanei sarebbero:
- Pino d'Aleppo (Pinus halepensis): pianta mediterranea con aghi sottili a scopetta, dalla chioma soffice, resistente alla bora,
- Pioppo bianco (Populus alba): dal tronco chiaro e foglie con parte esterna verde e interna argentea. Un mito greco parla di questo albero. Ercole si era recato nell'Oltretomba con in testa un rametto di pioppo; una parte si era annerita con il fuoco mentre quella a contatto con la pelle dell'eroe era rimasta bianca.

Tra le piante che crescono nelle radure troviamo: il Pioppo nero (Populus nigra), l'Orniello (Fraxiunus ornus), il Ligustro (Ligustrum vulgare), l'Acero campestre o oppio (Acer campestre), il Leccio (Quercus ilex), il Viburno (Viburnum opulus).

Nella pineta convivono due associazioni vegetali, ossia gruppi di piante che vivono bene insieme:
- quelle proprie dell'ambiente arido del retroduna (vivono nelle parti superiori delle dune consolidate): è l'associazione Tortulus scabioseto, formata da due piante: Tortula (un muschio) e Vedovella delle spiagge (Scabiosa argentea);
- quelle proprie dell'ambiente umido (vivono nelle depressioni scavate dal vento tra una duna e l'altra fino a raggiungere la falda freatica e divenute così stagni d'acqua dolce di pioggia): è l'associazione Erianto schoeneto: formata dalla Canna di Ravenna (Erianthus ravennae) e dal giunco nero (Schoenus nigricans).


Pino domestico


Pino marittimo


Pino d'Aleppo


Pioppo bianco


Pioppo nero


Ligustro


Viburno


Leccio


Acero oppio


Orniello


Giunco nero


Canna di Ravenna


Vedovella delle spiagge


Erbario portatile


Fratino (Charadrius alexandrinus)


Succiacapre (Caprimulgus europaeus)

Fauna

Varie sono le specie di uccelli, come il gruccione (un uccello di più colori, dal verde, al rosso, al blu, al giallo che dall'Africa viene a nidificare in estate sulle dune), il fratino ed il fraticello (piccoli uccelli che nidificano per terra, soprattutto dentro i rovi). Nella pineta e nelle aree più interne si trovano l'occhiotto, il canapino, lo zigolo, lo sparviero ed il gheppio. D'inverno si può avvistare anche la poiana. Tipici delle aree boscate sono il rigogolo, il picchio rosso maggiore, il succiacapre ed il colombaccio. Vi sono anche gufi, falchi, gazze, cuculi ed usignoli.

Tra i rettili e gli anfibi sono da segnalare il biacco o "carbonasso" (Coluber viridiflavus), un serpente lungo 1,8 metri, che vive nei cespugli e per difendersi morde e frusta con la coda, il ramarro e la lucertola campestre (Podarcis sicula) che frequenta la duna aperta e si nutre di piccoli insetti. Tra gli anfibi troviamo la raganella e il rospo smeraldino (Bufo viridis) che vive nei ristagni di acqua dolce delle depressioni retrodunali ma oggi sempre più raro. I mammiferi sono scarsamente rappresentati: oltre alle pantegane, troviamo il riccio europeo occidentale (Erinaceus europaeus).

Il rappresentate più curioso degli insetti è sicuramente lo scarabeo stercorario.


Lucertola campestre


Biacco o
Carbonasso

Le evoluzioni artistiche dello scarabeo


Rospo smeraldino

Riccio occidentale europeo

Fraticello (Sterna albifrons)
Gruccione (Merops apiaster)

vedi anche: Storie di animali (classe 1C)


 

 

 

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